I rifiuti elettronici sono scarti di natura pericolosa e in più rapida crescita. Gran parte di essi, ben il 75% di quelli prodotti in Europa, sfugge a una gestione corretta e senza rischi per l'uomo e per l'ambiente. Secondo quanto riportato dagli stessi produttori, tra il 2006 e il 2007 solo il 10% dei PC e il 2-3% dei cellulari sono stati riciclati a livello globale.
Nella gestione di questi rifiuti pericolosi, l'Italia si ritrova con un sistema non ancora entrato a regime, nonostante i numerosi anni di ritardo nel recepire e poi nell'attuare le direttive europee del 2002.

Nella gestione di questi rifiuti pericolosi, l'Italia si ritrova con un sistema non ancora entrato a regime, nonostante i numerosi anni di ritardo nel recepire e poi nell'attuare le direttive europee del 2002.

La storia della normativa sui rifiuti elettronici

Nel 2005, per prevenire procedure d'infrazione della Commissione europea, l'Italia ha adottato lo strumento formale di recepimento - il Decreto Legislativo 25 luglio 2005 n° 151 -  relativo alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti. Subito dopo, però, il governo ha deciso di fermare nuovamente l'orologio. La nuova normativa, infatti, per divenire operativa necessitava dell'emanazione dei relativi decreti attuativi (i decreti ministeriali), alcuni dei quali ancora oggi mancanti. Dopo il giorno della sua formale adozione, il Decreto Legislativo 151/2005 è rimasto in stand by per altri due anni e mezzo fino a quando, di nuovo a un passo dalla procedura di infrazione della Ue, è entrato in vigore il 1 gennaio 2008.

Da un anno il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech è ufficialmente partito anche in Italia, ma nella realtà ancora non decolla e presenta numerosi problemi. I Centri di Raccolta di rifiuti elettroni dove i cittadini possono portare TV o PC rotti, ad esempio, non funzionano molto bene, come dimostra la ricerca di Greenpeace pubblicata ad aprile 2009: Hi-Tox! Un'indagine sulla raccolta dei rifiuti elettronici. Oltre l'80 per cento dei Centri visitati dall'associazione non rispetta tutti i requisiti di legge.

L'indagine Hi-Tox!
mappa dei CdR

Nel caso un cittadino volesse acquistare un articolo nuovo e consegnare al negoziante il vecchio, ancora non può farlo a costo zero perché il decreto che obbliga i negozianti a fornire questo servizio non è entrato in vigore. Questo provvedimento, conosciuto come “Decreto Semplificazioni”, è un importante tassello del sistema di gestione corretta di questi rifiuti pericolosi. È un incentivo per i consumatori a conferire il prodotto in disuso nella giusta maniera, invece che abbandonarlo per strada. Il decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008, ma ancora non vede luce.

Vogliamo fare pressione affinché l'Italia abbia finalmente un sistema efficace per la raccolta dei rifiuti hi-tech. Partecipa anche tu! Scrivi al Ministro dell'Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo, per chiedere di emanare subito il “Decreto Semplificazioni” in attuazione del Decreto Legislativo 151/2005 e scatta la tua denuncia, fotografando rifiuti elettronici abbandonati per strada.

ELETTRONICA VERDE

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