Galline ancora in gabbia. Domani la procedura Ue di infrazione colpisce l’Italia
Italia - 24/01/2012:
Mezza Unione Europea, Italia compresa, non si è adeguata ad una direttiva del 1999 che vietadal primo gennaio 2012 di tenere le galline ovaiole in gabbie grandi quanto una scatola da scarpe.
La Commissione Europea notificherà domani l’apertura di una procedura di infrazione. Così almeno anticipa l’agenzia Reuters.
Circa la metà delle galline europee vivono in gabbie così piccole: e quella vita è una tortura.
Non hanno spazio neanche per allargare le ali, da una parte il becco per mangiare e dall’altra il sedere per defecare e deporre le uova: tutta l’esistenza trascorsa in quel modo.
Un video: guardate che inferno.
Il divieto ha impiegato 13 anni ad entrare in vigore. Eppure Italia, Francia, Spagna, Polonia, Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia, Olanda, Portogallo e Romania non hanno fatto in tempo ad adeguarsi. Forse riceverà l’annuncio di messa in mora anche la Gran Bretagna, che non è completamente in regola.
Però non è tutto oro quel che luccica. Non diventa vietato tenere le galline in gabbia, ma solo tenerle in gabbie come quelle attuali: uno spazio pari a un quadrato di 23,5 centimetri di lato per esemplare.
Lo spazio minimo diventa pari a un quadrato con lato di 45 centimetri, e le gabbie devono contenere nido per deporre le uova, posatoio largo almeno 15 centimetri e lettiera per razzolare.
Diciamocelo: in uno spazio di 45 x 45 centimetri una gallina non può mica fare un gran movimento. Eppure, poverette, sarebbe già una conquista.
E’ comunque possibile evitare di acquistare le uova di galline in gabbia. Sulle uova è impresso un codice: se comincia con 3, sono state deposte da galline in gabbia. Se comincia con 2, le galline sono tenute in allevamenti intensivi al chiuso: capannoni con 12 galline ogni metro quadrato.
Il codice 1 è quello degli allevamenti all’aperto. Ossia: sempre capannoni con 12 galline al metro quadrato, ma possibilità di accedere a un’area esterna pari a 2,5 metri quadrati per gallina. Col codice 0 gli spazi non cambiano, ma il metodo di allevamento è biologico.
Convocata Riunione per i volontari del gruppo: Martedì 24
Gennaio 2012 ore 20:00 Sei un aspirante volontario e ti piacerebbe partecipare alla riunione? Contatta Floriana Agosta.
E-mail: nuovicontatti.glcatania@gmail.com
COSTA CONCORDIA, SERVE UN PIANO URGENTE PER EVITARE DISASTRO AMBIENTALE
Roma - 16/01/2012:
Il naufragio della Costa Concordia, con il suo luttuoso carico di vittime, comunque drammatico, pone oggi una seria emergenza ambientale cui si deve rispondere con estrema urgenza. La nave contiene migliaia di tonnellate di carburante e, verosimilmente, tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto.
Nelle cisterne della Costa Concordia ci sarebbero circa 2.400 tonnellate di carburante. Lo sversamento di solo tre/quattrocento tonnellate di carburante dal portacontainer RENA, in Nuova Zelanda, ha ucciso circa 20 mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa. L’emergenza ambientale che si profila nel caso della Costa Concordia è tristemente simile a quella che ha seguito l’affondamento, il 5 aprile 2007, della nave da crocera Sea Diamond a Santorini (Grecia) e ripropone la questione dei rischi causati dall’avvicinamento alla costa dei grandi traghetti.
«Greenpeace chiede che venga messo a punto e attuato con urgenza un piano che preveda subito lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima. Lo svuotamento delle cisterne, che potrebbe essere complicato se il carburante – a causa delle basse temperature – avesse assunto una consistenza semi-solida, deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante» dichiara Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace.
Greenpeace denuncia che in un’area teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia.
Il Santuario dei Cetacei nasce da un accordo tra Italia, Francia e Monaco e dovrebbe tutelare l’Alto Tirreno e il Mar Ligure per le eccezionali caratteristiche ambientali dell’area. Purtroppo, è solo un “parco di carta”, senza alcuna misura di gestione efficace. Il naufragio della Costa Concordia non è certo il primo incidente navale nel Santuario: solo un mese fa, poche decine di miglia più a nord, il traghetto della Grimaldi Lines, Eurocargo Venezia, aveva perso in mare, durante una tempesta, circa 40 tonnellate di sostanze tossiche (catalizzatore al cobalto-molibdeno per la desolforazione di idrocarburi).
Vietati i botti di Capodanno in 830 comuni: spaventano gli animali. Si unisce anche Bari
Italia - 30/12/2011:
Secondo l’AIDAA, Associazione Italiana in difesa di Animali e Ambiente, sono attualmente 830 i Comuni della Penisola in cui già è in atto il divieto di sparare botti a Capodanno. L’Associazione peraltro annuncia che dal 30 dicembre la lista di queste amministrazioni sensibili sarà pubblicata on line e che le adesioni potrebbero salire a 1200.
Tra i comuni più grandi ad aver adottato l’ordinanza anti-botti e a protezione degli animali ci sono Torino e Venezia . La LAV, come ogni anno lancia il decalogo per proteggere gli animali domestici dalla paura dei botti:
-Non lasciate che i cani affrontino in solitudine le loro paure e togliete ogni oggetto contro il quale, sbattendo, potrebbero procurarsi ferite;
evitate di lasciarli all’aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo dei quali è la fuga.
- non teneteli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi;
-se li tenete fuori consentitegli di trascorrere in casa questa sera;
-non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto;
-dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili (oltre al microchip, medaglietta con un recapito);
-se si nascondono in un luogo della casa, lasciateli tranquilli: considerano sicuro il loro rifugio;
-cercate di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o TV;
-prestate attenzione anche agli animali in gabbia e non teneteli sui balconi;
-nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori rivolgersi con anticipo al proprio veterinario di fiducia ed evitare i rimedi fai da te;
-se l’animale scompare presentate subito una denuncia di smarrimento, e seguite questi consigli.
-Abbassa il riscaldamento di un grado -Assicurati di utilizzare lampadine a basso consumo -Se regali oggetti in legno controlla che abbiano il marchio FSC, garanzia di un legno proveniente da foreste gestite in maniera responsabile
-Separa i rifiuti dividendo carta, vetro, plastica, metalli e rifiuti organici
-Evita viaggi in aereo a favore di quelli in treno e in nave
-Per il cenone evita tonno, pesce spada e gamberi poiché pescati in maniera selvaggia e spesso illegale
Incidente nave maltese in Bretagna, fuoriuscita di carburante minaccia le coste
Bretagna - 17/12/2011:
Una nave maltese si è arenata al largo della costa della Bretagna, a causa del forte vento e della pioggia torrenziale che ha colpito il Nord della Francia nelle scorse ore.
I 19 membri dell’equipaggio a bordo della Brema TK sono stati tratti in salvo con un elicottero. I soccorritori sono all’opera per contenere la fuoriuscita di carburante che minaccia le spiagge vicine.
Si cerca di svuotare i serbatoi della nave colpita, che contengono 220 tonnellate di carburante. Le autorità costiere al momento affermano che il danno ambientale è limitato.
Lo ammette la Chevron. La marea nera in Brasile non si è fermata
Brasile - 17/12/2011:
Mai fidarsi. E’ passato un mese e non è finita la marea nera Chevron in Brasile, originatasi da una frattura che si è prodotta nel fondale oceanico in seguito ad una trivellazione petrolifera in acque profonde.
Pochi giorni fa le autorità brasiliane hanno detto che per fermare il flusso di petrolio potrebbe essere necessario scavare un relief well, un pozzo di soccorso come quello della marea nera Bp nel Golfo del Messico.
La Chevron inizialmente ha smentito che si prospettasse un’evenienza del genere. Ma poi ha ammesso. Ha ammesso che il flusso di petrolio continua e che, anche se non ha più l’intensità iniziale, non si sa quando si fermerà.
La perdita si è prodotta dal campo petrolifero di Frade, allettante (si stima che custodisca 100 miliardi di barili, sufficiente a soddisfare per 14 anni gli Stati Uniti, il maggior consumatore mondiale di petrolio) quanto rognoso da trivellare. E del resto, visto che stiamo raschiando il fondo del barile, di petrolio è rimasto quello rognoso.
Il lago di petrolio di Frade si trova sotto 1.200 metri di mare e sotto altri 4.000 metri di roccia.
Pubblichiamo oggi la versione aggiornata della nostra Eco-guida ai prodotti elettronici. La grande novità è il sorpasso di HP che si piazza al primo posto davanti a Dell e Nokia e ottiene il miglior punteggio in termini di sostenibilità della sua produzione.
In quest’ultima edizione abbiamo valutato quindici aziende IT in base a tre parametri: politica energetica, eco-compatibilità dei prodotti, sostenibilità della filiera. Il punteggio viene stabilito anche per le emissioni di gas serra prodotte durante l’intera catena produttiva: dalle materie prime dei singoli componenti alla produzione, fino alla fase di recupero a fine-vita dei prodotti, nonchè per l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.
Grazie all’Eco-guida, giunta alle sua 17esima edizione, molte aziende hanno già accettato di mettere al bando le sostanze chimiche più pericolose. Ora chiediamo anche dei passi avanti sul piano dell’approvvigionamento dei minerali e sulla gestione dei consumi energetici con criteri di maggiore efficienza lungo tutta la filiera.
HP è in vetta alla classifica per i suoi ottimi risultati sulla misurazione e riduzione delle emissioni di CO2. L’azienda sostiene anche una legislazione più ambiziosa in materia di salvaguardia del clima.
Dell arriva seconda, ma con un salto di dieci posizioni rispetto all’ultima versione della classifica. L’azienda ha sposato i target climatici più ambiziosi: ridurre del 40% le proprie emissioni da qui al 2015.
Dopo due anni al top della classifica, Nokia scivola, invece, dal primo al terzo posto, soprattutto a causa dello scarso impegno sul fronte dell’uso di energie pulite.
La Research in Motion (RIM), azienda produttrice dei telefoni BlackBerry, viene classificata per la prima volta ma si piazza in fondo alla classifica, per l’incompletezza e la poca trasparenza nella documentazione delle sue performance ambientali.
I prodotti elettronici prevedono un impiego intenso di energia e materie prime: la nuova guida mostra come le aziende IT possano fare da apripista, riducendo i propri consumi energetici e utilizzando il loro peso industriale a sostegno di una legislazione più ambiziosa in materia di energia verde.[ Torna su ]
Foreste
Bracconaggio rinoceronti in Sudafrica, ucciso un esemplare al giorno
Africa - 07/11/2011:
Il 2011 non è l’anno dei rinoceronti, decisamente. Ad oggi, infatti, in Sudafrica sono stati uccisi dai bracconieri già 341 esemplari, una quota mai raggiunta prima d’ora.
Nel 2010 in totale sono stati uccisi 333 rinoceronti. Nel 2007 soltanto 13. Un incremento vertiginoso, dunque.
Tutto per alimentare il mercato asiatico del corno di rinoceronte reputato un valido rimedio contro il cancro. I guadagni per i bracconieri si aggirano intorno ai 35mila dollari al kg.
Le pene contro il bracconaggio in Sudafrica si sono inasprite e secondo le autorità è una misura abbastanza efficace che sta scoraggiando i bracconieri. Dai numeri dei rinoceronti uccisi non si direbbe. Certo va meglio che in Vietnam dove il rinoceronte di Giava si è estinto e le pene sono pressoché nulle.
"[...] La terra non appartiene all'uomo ma è l'uomo ad appartenere alla terra.
Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate come il sangue che unisce una famiglia.
Qualunque cosa succeda alla terra succede ai figli della terra.
L'uomo non ha tessuto la trama della vita: egli ne è solo un filo e qualunque cosa faccia alla trama, egli lo fa anche a se stesso.[...]"
[Capo Indiano Seattle al Presidente USA Franklin Pierce - 1852]
Come contattarci
Per qualunque comunicazione scrivete all'indirizzo e-mail:
gl.catania.it@greenpeace.org
Sei un giornalista e desideri contattare il coordinatore del Gruppo Locale?
Sei un professore interessato a conoscere i nostri programmi didattici di educazione ambientale?
Sei un aspirante volontario e ti piacerebbe far parte della nostra associazione?
Sei semplicemente curioso di approfondire nel dettaglio le nostre attività?
Mostra "Cittadino Planetario", realizzata in collaborazione con il Co.P.E. e Manitese.
La mostra illustra le problematiche della sostenibilità ambientale promuovendo l?assunzione di comportamenti alternativi da parte dei cittadini.
Attraverso un percorso tra ARIA, ACQUA, TERRA e FUOCO vengono affrontati temi quali: energie rinnovabili, risparmio energetico, effetto serra ed inquinamento, rifiuti.
La mostra è rivolta soprattutto alle scuole medie inferiori e superiori ma può essere messa a disposizione della cittadinanza nella sua più ampia accezione.
Guarda i contenuti dei pannelli cliccando su "continua..."
La strage inizia puntuale ogni anno a settembre, avviene tutto a Taiji.
Alcuni esemplari vengono prelevati e spediti a esibirsi nei vari delfinari del mondo.
Gli altri, almeno 20mila all’anno, diventano oggetto di una carneficina a colpi di ramponi e fiocine: alla fine della mattanza l’acqua turchese della baia si tinge di un sinistro rosso porpora.