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GREENPEACE IN 23 CITTA’ ITALIANE CON LE PILLOLE POST INCIDENTE NUCLEARE Tutta Italia - 06/02/2010: ROMA, 6 febbraio 2010 – Greenpeace distribuisce oggi in 23 città italiane il “Nuclease65”, pacchetti di finte pillole allo iodio comprensive di materiale informativo sui problemi alla salute causati dal nucleare. L’attività di Greenpeace simula quella dell’Agenzia di Sicurezza Nucleare francese che distribuisce queste pillole alla popolazione che abita a 10km dai siti nucleari. ![]() Greenpeace Gruppo Locale Roma..Alla Ricerca Della Sede Perduta... Roma - 03/02/2010: Nucleare Azione IN AZIONE CONTRO LE BUFALE NUCLEARI DI ENEL Roma - Eur - 19/01/2010: Gli attivisti di Greenpeace sono saliti questa mattina sul “Colosseo Quadrato” all’Eur di Roma per dire “STOP alla follia nucleare” mentre di fronte a loro, nel palazzo di Confindustria, Enel imboniva le imprese italiane presentando cifre discutibili sull’entità delle commesse per i lavori che riporterebbero l’Italia al suo passato nucleare. Gli attivisti di Greenpeace hanno srotolato sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana uno striscione di 300 metri quadrati con la scritta “Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness”, proprio mentre l’incontro era in corso.
"Enel presenta il nucleare come un affare che per i due terzi è riservato alle imprese italiane- spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna nucleare di Greenpeace - ma, a parte le norme sugli appalti di queste dimensioni che prevedono delle gare internazionali, gli impianti EPR proposti da Enel sono un affare solo per il costruttore francese a corto di ordinazioni e non certo per l’economia italiana."
Enel cerca di imbonire le imprese italiane sostenendo che godranno del 70 per cento degli investimenti necessari per costruire quattro reattori nucleari in Italia. La quota riservata alle imprese italiane, secondo Enel, sarebbe pari a 12 miliardi di euro, corrispondente alla parte non nucleare (dunque non coperta da brevetti francesi) degli impianti. Invece, secondo i dati pubblicati dall’azienda elettrica francese EDF, alleata di Enel nel riportare il nucleare in Italia, la quota degli investimenti per le parti non nucleari degli impianti EPR è pari al massimo al 40 per cento del totale. La parte prevalente delle commesse andrebbe quindi alle imprese francesi, proprietarie dei brevetti sul nucleare, e non a quelle italiane.
A queste bufale, si aggiunge l’allarme lanciato da un recente studio (novembre 2009) di Citigroup, leader mondiale nei servizi finanziari, che segnala come i rischi di costruzione, finanziari e operativi, sono eccessivi per gli investitori privati che si vogliono lanciare nella disavventura nucleare.
Mentre Enel, nonostante l’elevato debito netto pari a 54 miliardi di euro, dichiara di essere pronta a sostenere un costo per quattro reattori EPR tra i 16 e i 18 miliardi di euro, cioè tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro a reattore, Citigroup afferma che i costi sono tra i 5 e i 6 miliardi di euro a reattore, con Inquinamento Enel e il carbone Roma - 16/12/2009: Enel, il più grande singolo emettitore di CO2 in Italia, ha chiesto a Greenpeace 1,6 milioni di euro per le azioni di protesta presso le centrali a carbone effettuate sin dal 2006. Per spiegare le ragioni di quelle proteste, Greenpeace lancia un sito web dedicato che raccoglie tutte le informazioni sulla campagna contro il carbone: greenpeace.it/enel [ Torna su ] OGM LA BAYER CONDANNATA A RISARCIMENTI MILIONARI. GREENPEACE: E’ SOLO L’INIZIO USA - 14/12/2009: Greenpeace apprezza il verdetto della Corte Federale degli Stati Uniti con il quale la Bayer Crop Science è stata condannata a pagare 2 milioni di dollari di risarcimento a due risicoltori del Missuri, che avevano subito nel 2006 la contaminazione dei propri raccolti da parte di una varietà sperimentale di riso transgenico. E’ solo l’inizio, la sentenza sarà un precedente vincolante per altre migliaia di cause di contadini contro la Bayer. “Questo verdetto – spiega Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace- conferma che la responsabilità dei danni causati dalla contaminazione genetica è dell'azienda che rilascia in ambiente gli OGM”. Bayer ha ammesso di non essere stata in grado di controllare la diffusione del proprio riso OGM nonostante abbia applicato tutte le cosiddette "buone prassi" per fermare la contaminazione. “Tutto ciò- continua Ferrario- dimostra per l’ennesima volta che le sperimentazioni in ambiente e la coltivazione di OGM vanno impedite prima che le nostre colture vengano contaminate in modo irreversibile. Dopo sarà troppo tardi”. Secondo il rapporto preparato di Greenpeace “Risky Business”, a livello mondiale i costi causati dalla contaminazione della Bayer si stimano tra 741 milioni e 1.285 miliardi di dollari. Il verdetto stabilisce chiaramente che la Bayer è responsabile per i danni che possono originarsi su larga scala a seguito della contaminazione degli OGM: questo risarcimento riguarda solo i primi due di oltre 1.000 agricoltori che hanno citato la Bayer in giudizio e, secondo la giurisprudenza statunitense, essa sarà utilizzata come precedente vincolante per tutte le cause relative agli agricoltori che hanno subito contaminazioni da OGM. [ Torna su ] Clima Evento 100 Piazze per il Clima Roma - Pantheon - 12/12/2009: Oggi, in occasione della giornata mondiale di mobilitazione sui cambiamenti climatici, i gruppi locali di Greenpeace scendono in Piazza in 25 città Italiane per chiedere che a Copenhagen venga raggiunto un accordo storico per salvare il clima da cambiamenti climatici catastrofici. L’attività rientra all’interno dell’iniziativa “100 Piazze per il Clima”, organizzata dalla coalizione “In marcia per il Clima” a cui Greenpeace aderisce. Anche il nostro gruppo di Roma si è attivato! [ Torna su ] Clima Evento ALEMANNO INCONTRA GLI ATTIVISTI DI GREENPEACE E APPOGGIA LA PROTESTA Roma - Colosseo - 09/12/2009: Greenpeace riceve sul campo anche la visita del sindaco di Roma Gianni Alemanno. “Siamo molto onorati della visita di Alemanno – afferma Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo di Greenpeace Italia - con cui già in passato abbiamo avuto posizioni comuni su un tema come gli OGM. Oggi il Sindaco ha dichiarato di unirsi a noi nel chiedere al Governo italiano di essere forza trainante per l’accordo sul clima e di abbandonare l’atteggiamento di retroguardia sia in sede europea che a Copenhagen." Domani a Bruxelles si aprirà, infatti, un nuovo incontro dei Capi di Stato europei, che affronteranno la loro posizione sul clima, proprio in vista di Copenhagen. “Il Colosseo viene usato tante volte a sproposito ma stavolta ne è stato fatto un uso appropriato, non c’è posto più adatto per chiedere un accordo storico.” aggiunge Alemanno. [ Torna su ] Clima Azione GREENPEACE SALE SUL COLOSSEO PER CHIEDERE UN ACCORDO STORICO A COPENHAGEN Roma - Colosseo - 09/12/2009: Gli attivisti di Greenpeace sono saliti sul più importante monumento storico di Roma, tra i più conosciuti al mondo, il Colosseo, per chiedere che a Copenhagen venga raggiunto un accordo storico. Si tratta di otto climbers di cui due donne. Hanno aperto uno striscione di 300 metri quadrati con scritto “COPENHAGEN: ACCORDO STORICO ADESSO, MAKE HISTORY NOW!”. Cinquanta volontari stanno intanto componendo con i loro corpi una scritta umana ai piedi del Colosseo, per chiedere impegni ambiziosi e vincolanti per la riduzione dei gas serra.
La protesta pacifica avviene due giorni dopo l’apertura del vertice sui cambiamenti climatici di Copenhagen, e all’alba della consegna al Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, del Premio Nobel per la Pace, domani a Oslo.
“I cambiamenti climatici e la pace nel mondo sono due facce della stessa medaglia” afferma Francesco Tedesco, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace “Se i leader del mondo non agiranno adesso per ridurre i gas serra, il Pianeta andrà incontro a estinzioni di massa di specie animali e vegetali, migrazioni di massa e carestie, una bomba destabilizzante per la pace nel mondo. Il Presidente Obama e gli altri leader hanno adesso l’opportunità di garantire a tutti noi un futuro sostenibile di pace, ed entrare così nella storia”.
Non è troppo tardi per evitare impatti climatici catastrofici, ma le decisioni devono essere prese adesso. Le questioni cruciali sul tavolo dei negoziati di Copenhagen rimangono ancora aperte, e per sbloccare la situazione occorre che siano i Paesi industrializzati a fare il primo passo impegnandosi a ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 40% al 2020, e garantendo risorse finanziarie pari a 110 miliardi di euro all’anno per fronteggiare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo (1).
“Copenhagen dovrà avere come risultato un accordo socialmente equo, ambizioso negli obiettivi e legalmente vincolante” afferma Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. “Qualsiasi accordo genericamente politico o che voglia dilazionare nel tempo un accordo serio è un modo per sprecare un’occasione storica: mai come oggi il mondo si è mobilitato per chiedere una sola cosa: agire per salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici più catastrofici”.
Domani a Bruxelles si aprirà, inoltre, un nuovo incontro dei Capi di Stato europei, che affronteranno la loro posizione sul clima, proprio in vista di Copenhagen.
Greenpeace chiede all’Europa di innalzare il proprio obiettivo unilaterale di riduzione delle emissioni come indicato dalla scienza, portandolo dall’attuale 20% al 40% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990. L’Europa deve inoltre impegnarsi a fornire risorse finanziarie pubbliche pari almeno a 35 miliardi di euro per i Paesi in via di sviluppo.
“Nelle ultime settimane, abbiamo visto che molti Paesi emergenti hanno messo sul tavolo impegni concreti per ridurre le emissioni” commenta Tedesco “adesso spetta ai capi di Stato europei sbloccare i negoziati, alzando l’obiettivo al 40% e mettendo sul tavolo le risorse economiche necessarie per aprire le porte a un accordo di portata storica.
L’Italia deve abbandonare la posizione di retroguardia e accettare la sfida: il nostro rapporto Energy Revolution mostra che ce la possiamo fare” conclude Tedesco.
Greenpeace ad Antù..4 Dicembre 2009 Roma - Via libetta 15c - 04/12/2009: Venerdì 4 dicembre partire dalle h.18.00
presso Antù,via Libetta 15c Clima Azione STATUA DI GHIACCIO DI BERLUSCONI. GREENPEACE: UN VERO LEADER NON SI SCIOGLIE Roma - Fori Imperiali - 03/12/2009: http://www.youtube.com/user/GreenpeaceItaly#p/u/0/MIqYRi5B_bs Foreste GREENPEACE: VITTORIA! L’INDONESIA BLOCCA I DITRUTTORI DELLE FORESTE Indonesia - 19/11/2009: GIAKARTA - Il Ministro per le Foreste dell’Indonesia, Zulkifli Hasan, ha revocato le concessioni per il taglio e la conversione forestale alla multinazionale APRIL nella penisola di Kampar dopo la denuncia di Greenpeace. Solo una settimana fa, infatti, gli attivisti bloccavano gli escavatori della APRIL per proteggere una preziosa foresta torbiera che la multinazionale intendeva distruggere allo scopo di coltivare alberi per la produzione di carta. A Kampar Greenpeace ha aperto il suo “Campo di resistenza climatica” per denunciare la distruzione delle foreste che fa dell’Indonesia il terzo emettitore planetario di CO2 dopo Usa e Cina. Tredici attivisti internazionali di Greenpeace, tra cui Chiara Campione – responsabile della campagna Foreste di Greenpeace in Italia – e molti giornalisti sono stati deportati dall’area. Chiara Campione, illegalmente espulsa dall’Indonesia, sta adesso tornando in Italia. “Dopo la decisione del Ministro Hasan – dichiara Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenepace Italia - il Presidente indonesiano Yudhoyono ha la storica opportunità di annunciare una moratoria immediata sulla deforestazione. Solo così l’Indonesia potrà mantenere fede ai suoi impegni di riduzione delle emissioni di CO2.” Greenpeace chiede, inoltre, a tutte le aziende che acquistano olio di palma e carta (o polpa di carta) che provenga dall’Indonesia di fermare immediatamente i loro rapporti commerciali con aziende indonesiane coinvolte in fenomeni di deforestazione e degradazione delle torbiere e con essi la distruzione delle ultime foreste del Pianeta [ Torna su ] |
Dove trovarci ... « Ci sarà un giorno in cui gli uccelli cadranno dal cielo, gli animali che popolano i boschi moriranno, il mare diventerà nero e i fiumi scorreranno avvelenati. Quel giorno, uomini di ogni razza si uniranno come guerrieri dell'arcobaleno per lottare contro la distruzione della Terra » (leggenda degli indiani nordamericani "Kwatkiutl")
Il Gruppo Locale Greenpeace di Roma si riunisce tutti i Lunedì
alle h.20 presso il
Fusolab
Per incontrarci e avere informazioni sulle nostra campagne.. contribuire con la tua firma alle nostre petizioni e raccogliere materiale informativo gratuito ... Di seguito gli ultimi appuntamenti del GL Roma ALESSANDRO GIANNI', BIOLOGO MARINO, DIRETTORE NAZIONALE DELLE CAMPAGNE DI GREENPEACE ITALIA, CI PARLERA' DI: - Introduzione sulla biodiversità del Mediterraneo - Brevi cenni al "funzionamento" del Mediterraneo - cos'è il cambiamento climatico: impatti sul mare (generalità) - l'acidificazione degli oceani (e del Mediterraneo) - impatti "oceanografici" del cambiamento climatico nel Mediterraneo - impatti sulla distribuzione delle specie del Mediterraneo - impatti sulla presenza di specie aliene nel Mediterraneo - impatti sulle risorse (es. pesca, ma non solo) del Mediterraneo Seminario organizzato da: UNIVERSO BLU - Scuba Diving Immersioni Corsi Sub Viaggi Crociere Vela/Motore. venerdi 5 Febbraio 2010 - ore: 19,30-21,30 presso: LIBRERIA PAGINE DI SPORT - via dei Tadolini 7, Roma[ continua... ] Diventa Volontario
Abbiamo bisogno anche di te!!Contattaci: gl.roma.it@greenpeace.org [ continua... ] Calendario Eventi Greenpeace GL Roma Clicca il link per il Calendario dettagliato delle nostre attività: ENERGY [R]EVOLUTION Le conseguenze del riscaldamento globale sono una minaccia per tutti noi. Ma saranno
ancora più gravi per i paesi più poveri che non possono permettersi
programmi costosi per adattarsi a tali cambiamenti e che per lo più emettono
pochissimi gas serra. Questo è il motivo per cui sta ai paesi ricchi agire
usando il loro potere tecnologico e le loro risorse finanziarie per frenare le
proprie emissioni e aiutare i paesi più poveri a intraprendere una crescita
economica senza distruggere il clima. L’obiettivo viene chiamato “equità climatica”. Se vogliamo raggiungere l’obiettivo dei “due gradi”,
ogni persona vivente su questo pianeta dovrà ridurre le proprie emissioni
personali di CO2 a 1,3 tonnellate l’anno entro il 2050.
EMERGENZA NUCLEARE Anche se la costruzione e il funzionamento di una centrale nucleare sono strettamente monitorati e sottoposti alle norme di sicurezza nucleare, gli incidenti, per quanto improbabili, sono possibili. Il pericolo principale in caso di incidente nucleare è l’esposizione ad alti livelli di radiazioni. Scarica il volantino..cliccandoci sopra stampalo su carta riciclata e aiutaci a diffonderlo! ..abbiamo bisogno anche di voi!!.. l'informazione è la nostra arma più potente!!
GreenVideo CALENDARIO 2010 DI GREENPEACE
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[ continua... ] ALBUM GL ROMA
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