
Alla fine del 2005, a Taranto e nel suo hinterland, si andavano accentuando, sempre più, i fenomeni di forte disagio di fronte al problema della gestione del territorio e delle trasformazioni in questa fase diventata dirompente della rivoluzione post-industriale. Tradizionalmente il problema della gestione del territorio si è espresso il metodo dei "piccoli passi" e dello "sbaglia e impara". Si tratta dell'esperienza empirica per cui a livello decentrato delle singole unità operative umane si è espressa nel passato un'ampia autonomia di intervento. L'assetto finale del territorio è quindi risultata quale somma delle singole esperienze locali. Questo sistema ha funzionato fino a quando la trasformazione dell'ambiente è stata limitata a conseguenze facilmente verificabili nello spazio e nel tempo. Per esempio in Italia si sono messe in moto nell'ultimo secolo, dei processi di trasformazione che hanno inciso nell'assetto del territorio e sulle condizioni dei suoi ambienti, più di quanto è accaduto nel millennio precedente. Agli scarsi risultati in genere ottenuti si è sommata la perdita di controllo di molti fenomeni di trasformazione a livello del sito e del luogo. La globalizzazione da altra parte internazionalizza i beni ambientali. I "beni comuni" (acqua, terra, mare ecc.) e i prodotti che ne derivano naturalmente sono commercializzati: cresce a dismisura il commercio delle risorse e il profitto che ne deriva conferisce agli investitori internazionali poteri crescenti in ogni parte del globo. Mentre i governi nazionali non sono in grado di gestire il problema, che trascende i loro confini, le strutture economiche hanno trovato il canale dell’internalizzazione del profitto e organizzato il sistema del saccheggio delle risorse. In questo contesto nel maggio '06 dopo alcuni mesi di gestazione è venuto alla luce un nucleo di persone che, a vario titolo, da tempo si interessava alle condizioni di degrado ambientale dando vita al Gruppo Locale di Greenpeace a Taranto condividendo con l'associazione ambientalista internazionale l'agire in quell'ottica globale. Gli obiettivi raggiunti: Il Gruppo Locale di Greenpeace a Taranto ha presentato all'Amministrazione Provinciale del capoluogo jonico la mozione "Comune amico delle foreste" approvata a maggioranza assoluta. Mozione approvata dal Comune di Maruggio(TA) e dal Comune di Sava(TA). La delibera è importante in quanto le foreste sono la più ricca espressione di tre milioni di anni di evoluzione della vita sulla terra. Esse rappresentano l'habitat della maggioranza delle specie viventi terrestri. La crisi globale delle foreste è divenuta una reale emergenza, legata direttamente al costante aumento del consumo di prodotti forestali, pasta di cellulosa e legname, mentre il taglio illegale nelle foreste aggrava questo quadro, alimentando corruzione, criminalità e conflitti armati. E' per questo che l'Amministrazione Provinciale di Taranto il Comune di Maruggio (TA) e il Comune di Sava (TA), hanno approvato all'unanimità la delibera impegnandosi ad utilizzare solo carta riciclata con tecnologie pulite e prodotti in legno certificati dal Forest Steward Council (F.S.C.) come proveniente da buona gestione forestale. Attuazione per il primo anno dei "Kids for Forest" in alcuni Istituti Scolastici della città. Partecipazione ad eventi con materiale delle campagne di GP. Promozione e distribuzione di materiale informativo con raccolta firma delle petizioni di Greenpeace.
NUOVI VOLONTARI: SE CONDIVIDI LE LINEE DEI NOSTRI PROGRAMMI E VUOI PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLE INIZIATIVE DEL GRUPPO CONSULTA LA PAG. CONTATTI.