La profezia dei guerrieri dell'arcobaleno

Verso la fine del 1977 Greenpeace, con l'aiuto del WWF, acquistò un peschereccio e lo chiamò "Rainbow Warrior", traendo ispirazione da una profezia degli indiani Cree. Questa profezia diceva che sarebbe venuto un tempo in cui la terra sarebbe stata depredata di tutte le risorse, i fiumi avvelenati e i cervi sarebbero morti a migliaia. Ma un attimo prima che fosse troppo tardi, gli indiani avrebbero recuperato il loro spirito e insegnato ai bianchi il rispetto per la Terra, e insieme sarebbero diventati i "Guerrieri dell'Arcobaleno" [ Rainbow Warriors ].

L'affondamento della Rainbow Warrior

La Rainbow Warrior, nel porto di Auckland, che affonda dopo il sabotaggio.Nel 1985, la "Rainbow Warrior" fece vela verso l'atollo di Rongelap, nel Pacifico, per portare a termine l'"Operazione Exodus": l'isola di Rongelap era stata infatti colpita dalle radiazioni dei test nucleari condotti dagli americani dal 1948 al 1956 e tra i suoi abitanti si riscontrava un'incidenza altissima di cancro alla tiroide, di leucemia e di malformazioni fetali. Su richiesta dei rappresentanti di Rongelap al Parlamento delle Isole Marshall, Greenpeace acconsentì ad evacuare l'intera popolazione dell'isola nella più salubre isola di Mejato. Dopo aver portato a termine la missione, la "Rainbow Warrior" si diresse verso Auckland, in Nuova Zelanda, in attesa di fare rotta per Moruroa.

La "Rainbow Warrior" non arrivò mai a Moruroa. Il 10 Luglio 1985, quando mancavano dieci minuti alla mezzanotte, due esplosioni squarciarono lo scafo della nave ormeggiata nel porto di Auckland. La "Rainbow Warrior" affondò e un fotografo di Greenpeace, Fernando Pereira, rimase ucciso.

Le testimonianze di quelle ore

Fernando era in coperta, nella sua cabina. Stava sistemando l'attrezzatura. Doveva fare alcuni scatti fotografici. Prima ci fu solo una debole esplosione nella sala macchine. La nave iniziò a piegarsi molto lentamente. Mentre eravamo giù - racconta Martin Gotije, uno dei membri dell'equipaggo - si udì lo scoppio della seconda bomba. Molto vicino. La prima servì a danneggiare lo scafo ... La seconda ad affondare la nave, per assicurarsi, in parole povere, che non avrebbe potuto ripartire, in tempi brevi, per un altro viaggio

Il capo spedizione, Steve Sawyer, era in una riunione dall'altra parte di Auckland quando apprese la notizia ...

Ho preso il telefono e ho sentito Elaine Shaw, che era la responsabile della campagna nucleare per la Nuova Zelanda che diceva "c'è stato un incendio ed un'esplosione a bordo, vieni subito qui". Così siamo corsi al molo, e l'accesso era transennato dalla polizia. Non lasciavano passare nessuno e dissero che se cercavo gli altri dell'equipaggio erano tutti alla stazione di polizia dall'altra parte della strada. Sono andato lì e c'era Chris Robinson, a lungo membro dell'equipaggio ed attivista di Greenpeace, che mi disse "... hanno fatto saltare la barca ed ucciso Fernando ..."

La polizia della Nuova Zelanda inizialmente pensò che l'esplosione fosse stata causata da qualcosa a bordo della Rainbow Warrior, ma come l'investigatore sergente Maurice Whitham spiega, questa ipotesi fu presto abbandonata.

L'inchiesta iniziale si concentrò sull'esplosione e sulla falla apertasi su un lato della nave. E la domanda da mille punti era "... è venuta da dentro o da fuori l'esplosione?". Verso le nove o le dieci della mattina seguente i sub della Marina ci dissero che l'esplosione era stata scatenata dall'esterno, segno che un congegno era stato applicato sulla fiancata della nave. All'inizio non avevamo proprio idea di chi potesse essere il colpevole. Greenpeace voleva andare a Muroroa e naturalmente, così per ridere, alludevamo ad una possibile implicazione della Francia, ma era solo una boutade. Il giorno successivo accertammo però che un camper era stato visto nella baia di Okahu Bay, alle otto e mezza di sera circa mentre andava a prendere un sommozzatore. E guarda caso il camper era stato affittato da una coppia francese ...

La coppia si rivelò essere di agenti segreti francesi. Alain Mafart e Dominique Prieur furono alla fine giudicati in Nuova Zelanda, ma con l'accusa ridotta di omicidio colposo perché si ritenne che non avessero voluto far del male a nessuno. Vennero condannati entrambi a 10 anni di prigione. Il governo francese mise il Primo ministro neozelandese, David Lange, sotto forte pressione, sia economica che diplomatica, chiedendo l'estradizione in Francia dei due agenti, con la promessa che avrebbero comunque scontato la pena fino in fondo. In tutto questo, il ruolo del presidente francese, Francois Mitterand, è stato oggetto di un intenso dibattito.

Le responsabilità del governo francese e del Presidente Mitterand

Fu quindi ben presto evidente che le esplosioni erano state un atto di sabotaggio. Nelle settimane successive all'arresto dei due agenti francesi, si accumularono le prove di un coinvolgimento diretto dei più alti livelli del Governo francese. L'inchiesta ufficiale condotta dai francesi lasciava fuori il Governo di Parigi, ma in settembre il Ministro della Difesa Charles Hernu rassegnò le dimissioni, ammettendo implicitamente la propria complicità.

Sembrava che anche il Presidente Francois Mitterand avrebbe seguito la stessa via, ma il Primo Ministro Laurent Fabius, pur ammettendo che l'affondamento della "Rainbow Warrior" era da imputare ai Servizi Segreti francesi, affermò che questi non avevano informato le più alte autorità dei loro piani. Non si è mai saputa la verità riguardo alla misura del coinvolgimento del Governo francese nell'affondamento della "Rainbow Warrior", ma quest'evento, seppure tragico, aveva dimostrato il ruolo sempre più importante di Greenpeace rispetto agli avvenimenti mondiali. Lungi dal dimostrarsi sconfitta, Greenpeace si rafforzò sempre di più negli anni che seguirono. Nel 1987 venne acquistata una nuova nave, con il risarcimento dato dal governo francese all'organizzazione, che fu battezzata, "Rainbow Warrior II".

L'importanza di questo anniversario

Per molti, la minaccia della guerra atomica non è svanita nei 20 anni dall'affondamento della Rainbow. Ecco qui come la vedono due persone ancora coinvolte in questa battaglia, Bunny McDiarmid e il Ministro neozelandese per il Disarmo, Marion Hobbs.

Ci sono due aree del mondo, penso al Kashmir e al Medio Oriente, che non sono zone stabili e in entrambi i casi ci sono attorno Paesi che non hanno firmato il Trattato di non proliferazione atomica, India, Pakistan e Israele, che hanno testate atomiche. Voglio dire...questo è piuttosto preoccupante francamente

Penso che la Rainbow Warrior abbia creato consapevolezza in molte persone su questi temi ed il ventesimo anniversario ci da' l'opportunità di parlarne ancora. Perché i francesi devono essere ritenuti responsabili di Muroroa e Tahiti, perché gli abitanti delle Marshall devono essere risarciti adeguatamente dagli americani ... Perchè non potranno mai sfuggire alle loro responsabilità e non dovrebbero studiare più nuove armi nucleari... Non sono la soluzione a nessun conflitto. E' come un ciclo, fai due passi avanti ed uno indietro. Ma sono ottimista, sono un eterno ottimista e penso che se fai questo lavoro, devi esserlo per forza. Altrimenti, metti la testa nella sabbia e... tanti saluti!

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