Il progetto Scrittori per le foreste
La distruzione delle foreste primarie
La distruzione delle foreste primarie
La carta amica delle foreste
Che cosa puoi fare se sei uno scrittore
Che cosa puoi fare se sei uno scrittore
Che cosa puoi fare se sei un editore
Il Progetto di Greenpeace "Scrittori per le foreste"

> Scopri quali scrittori hanno aderito.

JK Rowling, Isabel Allende, Ian Rankin, Gunter Grass, Andrea De Carlo, Marlene Streeruwitz, Niccolò Ammaniti sono solo alcuni degli autori di calibro internazionale che collaborano con Greenpeace impegnandosi affinché i propri libri vengano stampati su carta "amica delle foreste". Greenpeace sta infatti contattando in tutto il mondo scrittori sensibili al problema della deforestazione, invitandoli a farsi portavoce, presso le proprie case editrici, della necessità di arginare il fenomeno della distruzione delle foreste. Solo un quinto delle vaste aree di foreste primarie che 8000 anni fa ricoprivano la metà del pianeta è sopravvissuto.

140.000 chilometri quadri di foresta tropicale scompaiono ogni anno e l'industria dell’editoria ha delle responsabilità precise in proposito. La richiesta fatta alle aziende dagli scrittori è quindi quella di spostare tutta o parte della loro produzione su carta riciclata o su carta certificata Forest Stewardship Council - FSC.

I risultati ottenuti in Canada, il primo a partire dei paesi coinvolti nel progetto, sono davvero buoni: venti case editrici hanno aderito all’iniziativa, è stato registrato un alto gradimento dei lettori che, per oltre l’80%, dichiarano di preferire l’acquisto di libri in carta riciclata, anche se con un amento del 5% sul prezzo, 45 scrittori hanno firmato l’appello,1.500.000 libri sono stati stampati su carta riciclata, è stata ottima la risonanza mediatica, con articoli anche sulla stampa internazionale. Oggi 67 editori canadesi si sono impegnati ad usare solo carta di provenienza pienamente sostenibile. Tra essi la famosa Penguin. Questa scelta ha creato un incremento del 60% della carta riciclata post-consumo, e si aspetta a breve un vero e proprio boom della carta certificata FSC. In Canada tutti i titoli di Harry Potter, sono pubblicati su carta che non comporta l’abbattimento di alberi secolari e secondo una stima di Greenpeace, tra i promotori di questa campagna, dal 2001 ad oggi sono stati salvati in questo modo 12.000 alberi.

Ora anche gli scrittori italiani si mobilitano. Molti di loro, stanno aderendo al progetto di Greenpeace e stanno contattando le case editrici chiedendo di stampare il loro prossimo libro su carta riciclata o certificata FSC. Lo scorso anno lo scrittore collettivo Wu Ming ha bloccato le rotative che stavano mandando in stampa il suo libro affinché venisse stampato su carta amica delle foreste. Dopo questo libro ne sono venuti molti altri.

L'Italia è purtroppo uno degli ultimi paesi europei nel riutilizzo della carta. La nostra industria cartaria utilizza di preferenza cellulosa vergine a fibra lunga che proviene dall'abbattimento di alberi millenari a crescita lenta. Questa risorsa, essendo considerata la più economica e adatta per carte sottili e resistenti, rappresenta attualmente il maggior ostacolo allo sviluppo del riciclaggio. Sono pochissime le cartiere che si sono spostate sul riciclato e solo alcune catene della grande distribuzione hanno adottato alcune linee "ecolabel", certificazione che garantisce sull'uso di fibre riciclate ma, purtroppo, non sulla provenienza delle materie prime: anche la carta riciclata, infatti, contiene una piccola percentuale di fibre vergini necessarie alla riproduzione del prodotto nel tempo, ed è facile che tali fibre provengano dalle ultime foreste primarie, quelle nelle quali l'ecosistema è ancora intatto e sopravvivono numerose specie animali in via d'estinzione.

A garantire la carta "amica delle foreste" è sorto un marchio indipendente, il Forest Stewardship Council - FSC che certifica l'ecocompatibilità ma anche il rispetto dei diritti dei lavoratori. Il mercato della cellulosa è uno dei maggiori motori della distruzione delle foreste primarie: tra i maggiori esportatori abbiamo il Canada, la Russia, i Paesi Scandinavi e l'Indonesia.

Le industrie italiane importano mediamente 25500 tonnellate l'anno di cellulosa e, nonostante le nuove tecnologie e l'uso minore di carta che dovrebbe conseguirne, si stima che la produzione di carta a livello globale crescerà del 77% tra il '97 ed il 2020. Per produrre la cellulosa, si procede con il metodo più sbrigativo ed economico: le foreste secolari sono oggetto di taglio a raso, che consiste nell'abbattimento indiscriminato di tutti gli alberi in vaste aree di foresta. A meno che i governi, le industrie e i consumatori non agiscano, nei prossimi trent'anni tutte le foreste primarie del mondo andranno perse. Tra soli cinque anni rischiamo di perdere quelle di Sumatra e di Giava, la foresta tropicale primaria più estesa e conservata dopo quella brasiliana.