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l tonno Mareblu è commercializzato da un gruppo internazionale, Marine World Brand, leader sul mercato europeo e proprietario anche dei marchi John West (nel Regno Unito) e Petit Navire (in Francia). Mareblu non solo ha sviluppato una precisa politica aziendale adottando diversi criteri di sostenibilità ma è il primo in Italia ad impegnarsi a utilizzare solo tonno pescato in modo sostenibile entro il 2016. Qui di seguito la performance dell'azienda nelle sezioni più significative del questionario:

Politica d'acquisto: Mareblu ha fatto notevoli passi avanti sviluppando una nuova politica scritta per l'approvvigionamento sostenibile delle materie prime che comprende importanti impegni contro la pesca illegale e i metodi distruttivi. L'azienda non solo ha reso pubblica questa politica, ma si affida anche a un auditing internazionale per controllare che i propri principi vengano messi in atto.
Metodi di pesca: La compagnia è la prima in Italia ad impegnarsi a utilizzare nel 100 per cento dei propri prodotti solo tonno pescato a canna o con reti a circuizione senza FAD (sistemi di aggregazione per pesci), entro la fine del 2016. Mareblu migliora quindi i propri standard decidendo di utilizzare solo tonno pescato con metodi sostenibili. Il primo prodotto Mareblu sostenibile – tonnetto striato pescato a canna – è stato messo sul mercato dall'inizio del 2013, anche se è distribuito solo in pochi supermercati (come Esselunga). Per rispettare i propri impegni l'azienda deve adesso aumentare la quantità di tonno sostenibile offerto sul mercato italiano.
Specie di tonno: La compagnia si impegna a utilizzare solo stock in buone condizioni, ma nel 95% delle proprie produzioni utilizza tonno pinna gialla, la cui conservazione desta alti livelli di preoccupazione e per la cui gestione non sono stati fissati limiti precauzionali. L'azienda si è però impegnata ad aumentare i quantitativi del più sostenibile tonnetto striato, e a non utilizzare tonno obeso, specie classificata vulnerabile dall'IUCN.
Riserve marine: Mareblu promuove la creazione di riserve marine. In particolare appoggia la tutela delle aree d'alto mare del Pacifico, conosciute come Pacific Commons, da cui si è impegnato a non acquistare tonno.
Pesca illegale:L'azienda si è impegnata a non comprare tonno da pescherecci che sono stati denunciati per pesca illegale né da tutti gli altri pescherecci della compagnia coinvolta, e tantomeno tonno proveniente da aree con un'alta incidenza di pesca illegale o trasbordato in mare.
Etichettatura: Mareblu si è impegnato ad offrire completa trasparenza ai propri consumatori. Entro la fine dell'anno tutti i propri prodotti presenteranno in etichetta il nome comune e scientifico della specie, l'area di pesca e l'oceano di origine, e il metodo di pesca. Non sarà ancora chiaro l'utilizzo o meno di FAD, ma con lo sviluppo di programmi di osservatori a bordo ci auguriamo che questa informazione sia presto disponile.


Adotta anche in Italia l'impegno già preso sul mercato inglese: eliminare entro il 2016 nel 100% delle proprie scatolette tonno pescato con metodi di pesca distruttivi. Adesso le promesse devono trasformarsi in cambiamenti concreti…in mare e nelle scatolette!